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NATURE FOREVER. Piero Gilardi

In Senza categoria on aprile 12, 2017 at 11:24 am

Piero Gilardi è un artista che si è speso tanto, costantemente, in molte battaglie civili. Non ha espresso la sua creatività nel chiuso di un atelier, ma si è schierato senza risparmio e senza esibizionismo, esponendosi con idee provocatorie e trovando in esse qualcosa di più di una semplice ispirazione. Si possono condividere alcune di quelle lotte e altre no. Ma la sua coerenza, io credo, si chiama profezia. Intendo dire che non è la politica vista come sfida collettiva, non è la partecipazione diretta dell’artista ai contraccolpi dei cambiamenti sociali, a rendere davvero originale, inconfondibile, la sua produzione artistica più volte rigeneratasi nell’arco di mezzo secolo. Non è certo lui l’unico a interpretare il proprio talento nel vivo di acuti contrasti, proteste, lacerazioni. È unico, invece, per la forza preveggente con la quale in diverse stagioni culturali ha saputo anticipare un diritto, intuire un dramma e sbilanciarsi lungo strade innovative, sia nei suoi lavori sia nell’interazione con ambienti e linguaggi esplorati in pieno spirito di libertà.

Dagli esordi nei turbinosi anni Sessanta con i Tappeti-Natura che compenetrano l’opera e il suo pubblico, passando per la New Media Art, fino al Parco d’Arte Vivente, Gilardi rimane un artista “militante” che non fagocita la scena e mette la sua forza espressiva al servizio (non penso che il termine gli dia fastidio) di una causa più grande della creazione solitaria. Altrimenti non si spiegherebbe  come possa aver indicato e alternato differenti percorsi di ricerca restando sempre strettamente in connessione con le disuguaglianze, le ingiustizie, i disastri della nostra civiltà.

Gilardi ha avvertito l’esplosione dell’antagonismo nel mondo industriale, le malattie del contesto urbano, lo sfruttamento delle periferie planetarie, la potenza delle tecnologie informatiche e lo straniamento infuso nelle relazioni umane. Sono orizzonti verso cui il MAXXI solleva lo sguardo da anni e indaga, grazie al punto di vista degli artisti. In particolare, abbiamo aperto il programma 2017 con una collettiva internazionale, “Please Come Back. Il mondo come prigione?”, con la quale l’estro e l’impegno civile di Gilardi dialogano sottotraccia. Così, con la mostra antologica curata da Hou Hanru, Bartolomeo Pietromarchi e Marco Scotini, il nostro museo riconosce in Gilardi un artista che ha consegnato al XXI secolo un’arte e una visione ancora e sempre controcorrente.

Giovanna Melandri
Presidente Fondazione MAXXI

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