giovannamelandri

Please come back. Il mondo come prigione?

In Senza categoria on febbraio 9, 2017 at 1:49 pm

Una critica sociale. Una provocazione intellettuale. Una professione di fede nei valori fondamentali della convivenza civile duramente messi alla prova, elusi o calpestati, ad ogni latitudine. Uno sforzo per decifrare questa nostra epoca e progettare un futuro diverso rispetto all’onnipotenza delle tecnologie e del profitto in cui tutti, consapevoli o inconsapevoli, stiamo scivolando. Please come back. Il mondo come prigione? è forse la mostra più “politica” che il MAXXI abbia finora ospitato: un mosaico delle arti contemporanee, ricostruito da Hou Hanru e Luigia Lonardelli, per indagare con passione, direi perfino con brutale franchezza d’analisi, i confini soffocanti che nel mondo occidentale, e non solo, tengono a bada la libertà interiore e le libertà espressive delle persone, compresi gli stessi artisti, ormai chiamati a confrontarsi con forme sempre più sfuggenti e pervasive del potere.

Il controllo dei tempi di lavoro, la permeabilità crescente della vita quotidiana alle strategie di una comunicazione ammiccante quanto invasiva, la moltiplicazione delle forme di vigilanza a fini di sicurezza nei luoghi cruciali di una comunità, la condivisione platealmente forzata di consumi, modi di dire, comportamenti pubblici e privati: la società fantascientifica che solo pochi anni fa ci avvolgeva nei film più visionari o ci veniva suggerita negli studi più lungimiranti, ci sta dentro, accanto, addosso. Come una sfida, un incubo e un’opportunità.

La mostra che apre il programma 2017 del MAXXI indica, con coraggio e con preveggenza, una linea di denuncia netta, un allarme che si riflette nelle opere selezionate con un ampio sguardo internazionale alle dinamiche dell’organizzazione del lavoro e delle istituzioni inclusive. Ma non offre risposte chiuse alle domande laceranti che corrono sottotraccia nella società digitale. Please come back è un richiamo di stringente attualità che l’arte rivolge alla complessità e alla mutevolezza dei nostri sistemi democratici. L’arte, lo sappiamo, vede più lontano e in profondità. Nell’epoca della post-verità, cruccio e alibi del processo di formazione dell’opinione pubblica globale e della sua manipolazione, l’interrogativo che deve scuotere le coscienze è: siamo davvero più liberi o siamo meno liberi? e siamo liberi di scegliere cosa? quale orizzonte, quale futuro?

Quando in luoghi chiave per il governo del mondo il potere passa nelle mani di autocrati, di magnati, di despoti, chiediamo anche agli artisti, innanzi tutto agli artisti, di aiutarci a capire, a guardare al di là delle emergenze. L’arte è un termometro particolarmente sensibile della parabola delle libertà comuni. Please come back porta al MAXXI questa visione e proietta il MAXXI in questa ricerca senza frontiere.

Giovanna Melandri
Presidente Fondazione MAXXI

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: