giovannamelandri

LA NOSTRA VISIONE

In Senza categoria on gennaio 25, 2017 at 4:55 pm

Rapporto Annuale 2016

Che anno entusiasmante, eppure amaro, il 2016, per il MAXXI immaginato, progettato e plasmato dal genio di Zaha Hadid. È stato un anno triste perché lei se n’è andata all’improvviso lasciando, in tutti noi che le eravamo stati accanto mentre sorgeva questo suo capolavoro, la consapevolezza di aver perso non solo una vera amica delle arti ma soprattutto una visionaria, una di quelle figure indispensabili ad indicare una prospettiva, un cammino diverso davanti alle lacerazioni del tempo presente. Ecco, il MAXXI grazie alla sua impronta inconfondibile si è sforzato di essere uno spazio che sprigiona, aggrega, rimescola linguaggi espressivi con l’ambizione di parlare sia agli ambienti artistici più innovativi che al pubblico più largo, nelle sue linee di ricerca e di produzione culturale. Perciò è stato un anno positivo, il 2016: per l’intensa qualità delle mostre e dei progetti, l’originalità degli allestimenti, il dinamismo di uno sguardo creativo che si è misurato con la scena nazionale e internazionale. Sì, è stato un anno con un bilancio molto lusinghiero nel numero stesso dei visitatori delle nostre mostre e di eventi, rassegne, incontri con personalità, talenti, gruppi, nei campi di maggiore impegno e attenzione da parte del MAXXI: l’arte, l’architettura, la fotografia, il design. Un’offerta così multiforme, perfino avvolgente per intensità e continuità, da rendere quel termine, visitatori,

sempre meno calzante per il museo nazionale della creatività del XXI secolo. Un museo dove cerchiamo di trasmettere a chi entra una sensazione di libertà espressiva, di protagonismo. Un laboratorio di futuro.

Nelle pagine di questo album il lettore troverà, con dovizia di informazioni e immagini eloquenti, la trama di artisti, opere, installazioni, performance che hanno scandito la nostra programmazione nel 2016 e riempito le gallerie e gli altri luoghi del museo con una presenza notevole, e in aumento, di romani, di stranieri, di giovani e di giovanissimi in particolar modo, cosa di cui sono particolarmente orgogliosa, perché convinta che il lavoro “con” le scuole sia il principale investimento di ogni istituzione culturale.

Non farò quindi l’elenco delle mostre e degli artisti che onorandoci della loro presenza e creatività ci hanno consentito di consolidare il prestigio del MAXXI e di aprirne le porte a tendenze tra le più vivaci della platea mondiale, o di ripercorrerne alcune consegnate alla storia degli ultimi decenni (vedi Superstudio) specie nel regno dell’architettura. Ma voglio sottolineare come sia stato possibile, nel contesto difficile che sappiamo, arricchire ulteriormente la nostra collezione permanente, cuore pulsante del museo, grazie al percorso di produzione continua delle mostre, al rapporto di fiducia intessuto con i singoli artisti e al risultato ancora una volta significativo dell’Acquisition Gala Dinner riservato ai sostenitori, ai soci e ai partner.

Il 2016 è stato il primo anno intero nel quale abbiamo offerto a tutti gratuitamente, dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese, la visione della nostra collezione permanente. Un patrimonio vivo, la cui accessibilità avevamo voluto inaugurare dall’ottobre 2015. Ebbene, la sperimentazione è davvero riuscita: la nostra scelta si è dimostrata vincente, in sintonia con gli stimoli e le esigenze di un pubblico di diverse fasce di età. La collezione si è dimostrata il moltiplicatore che sapevamo di avere: la decisione di spalancare gli ingressi ha accresciuto curiosità, interesse, fruizione per le altre nostre imperdibili mostre. Aver garantito la visita alla nostra “collezione libera e permanente” ha fatto aumentare, non diminuire, la quota di paganti e il volume degli incassi.

Ma è l’insieme dell’istituzione MAXXI, direi, ad aver ottenuto risultati importanti, che sono stati rafforzati nel corso del 2016. Oggi è un’istituzione museale risanata, con un bilancio in ordine, esattamente ripartito: metà delle risorse riservate alle mostre e alle attività culturali, metà al costo complessivo della “macchina”. Non sono traguardi scontati. Li dobbiamo alle scelte di gestione, alla lungimiranza della programmazione e, non lo dimentichiamo, all’apporto dei nostri sponsor e partner e di ENEL, il nostro primo e importante socio privato, che hanno non solo condiviso la sfida del MAXXI ma hanno contribuito allo sviluppo della sua piattaforma culturale.

Il MAXXI ha compiuto nel 2016 molti altri passi coerenti con la sua missione. Penso alla tessitura di intese, collaborazioni e coproduzioni con musei e fondazioni in diversi angoli del mondo (Istanbul, Tokyo, Londra per esempio) i cui effetti espositivi hanno affascinato il nostro pubblico e che ora, è il caso di The Japanese House, cattureranno quello del Barbican Centre. Penso, dall’altro canto, al successo che mostre del MAXXI (Bellissima, per citarne solo una) hanno riscosso all’estero, dal Brasile all’Argentina, agli Stati Uniti.

Giovanna Melandri
Presidente Fondazione MAXXI

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