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Un movimento globale per gli investimenti ad impatto

In Senza categoria on aprile 15, 2015 at 2:29 pm

Huffington Post del 14 settembre 2014 – Lunedì 15 settembre verrà presentato nei paesi del G8 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, con l’aggiunta di Unione Europea e Australia e con l’esclusione della Russia) il Rapporto della Social Impact investment task force coordinata da Sir Ronald Cohen (il regista con Tony Blair della finanza sociale) e istituita nel giugno scorso dalla presidenza Britannica del G8.

Il rapporto internazionale dal titolo eloquente “gli investimenti ad impatto: il cuore invisibile dei mercati” (scaricabili sui siti: www.socialimpactinvestment.org ehttp://humanfoundation.it/ita/) sarà consegnato ai capi di governo assieme a singoli rapporti nazionali che descriveranno le azioni necessarie per realizzare ecosistemi funzionali alla finanza d’impatto in ogni paese

Il rapporto italiano “La finanza che include. Gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia” é stato elaborato da una vera e propria “intelligenza collettiva”: l’ Advisory Board Italiano alla Task Force a cui hanno contribuito più di 100 esperti (in rappresentanza di cooperative sociali, fondazioni bancarie, operatori finanziari, istituzioni pubbliche e di vigilanza, organizzazioni non profit e imprese sociali, investitori istituzionali e fondi pensione, università e centri di ricerca) che ho avuto l’onore di presiedere e che desidero ringraziare di cuore.

Dunque la giornata di domani corona un percorso impegnativo e bellissimo iniziato nel luglio 2013, quando fu affidato ad una task force indipendente il compito di esplorare il ruolo e le potenzialità degli investimenti “Impact” in questa difficile fase dell’economia mondiale.

In questo percorso di dialogo e riflessione, che ha visto la partecipazione di prominenti attori internazionali impegnati nella finanza sociale e nella Venture Philantropy (Big Society Capital e Omidyar Network, le fondazioni Rockefeller e Gates, Bertelsmann Foundation e la Nippon Foundation, Credit Coopératif a Triodos Bank – solo per citarne alcune – e per l’Italia Human Foundation) si è cercato di capire come promuovere dopo la grande crisi del 2008 una nuova stagione di finanza inclusiva e di investimenti ad impatto in grado di “incorporare” strutturalmente, accanto alle valutazioni rischio/rendimento, una nuova “terza dimensione”, quella dell’impatto sociale e ambientale positivo e misurabile dell’attività imprenditoriale.

Certo, l’Agenda Impact offre un nuovo paradigma economico che richiede per la sua realizzazione scelte politiche, istituzionali, finanziarie assai coraggiose.

D’altronde, per far si che l’economia torni a crescere, senza lasciare nessuno indietro, occorre urgentemente associare alla rivoluzione tecnologica in atto una massiccia dose di innovazione sociale. Se il panorama desolante nel quale ci muoviamo è la conseguenza di “una mano invisibile” spesso scollegata,nel capitalismo finanziario,dall’economia reale e dalle sue implicazioni sociali, allora abbiamo bisogno, al contrario, parafrasando il titolo del rapporto, di “Un cuore invisibile” che la guidi e indirizzi verso un’altra direzione.

La grande forza dell’Impact Investment sta nella sua capacità di sostenere contemporaneamente processi di sviluppo,di innovazione e di inclusione sociale. E al centro di questa rivoluzione c’è l’imprenditoria sociale. Quegli imprenditori “lucidamente irragionevoli” che lavorano con passione per generare impatto sociale positivo, spesso connessi alle piattaforme digitali della sharing economy e della gestione dei beni comuni. Imprenditori che incontrano la nuova generazione di millenials che esprime il desiderio, rilevato da tante ricerche, di associare alla produzione di reddito, valore sociale. Un indicatore interessante di questo “movimento” sono i 1200 Asset managers che hanno sottoscritto i principi delle Nazioni Unite per gli investimenti responsabili.

L’ ambizione dell’Agenda Impact è certo ancora più alta: spostare nei prossimi anni 1 trilione di dollari dai mercati tradizionali agli investimenti ad impatto sociale. Investendo e sostenendo imprese, fondi e organizzazioni che operano con l’obiettivo di generare contemporaneamente un impatto sociale misurabile (da nuove metriche e strumenti di misurazione) e un rendimento economico non speculativo.

I motivi per sostenere questo vero e proprio movimento globale sono sotto gli occhi di tutti. A partire dagli effetti della crisi finanziaria che sembra non aver fine, passando dalla deflazione che attanaglia i Paesi traino dell’economia mondiale, già provati dalla durezza delle politiche dell’austerità e da una disoccupazione che non accenna a diminuire e infine dall’esigenza di riaprire una grande stagione di investimenti sia pubblici che privati.

Dunque da domani la social Impact investment Taskforce sfida governi, decisori pubblici e grandi attori economici a compiere un importante salto qualitativo. domani non si conclude un percorso, bensì si apre la stagione di un movimento globale attorno all’Agenda Impact, per affermare l’importanza dell’impresa sociale, degli investimenti ad impatto come nuova forza per lo sviluppo.

Questo movimento non esclude nessuno e anzi vuole attivare le istituzioni internazionali, i governi, i grandi investitori istituzionali, le fondazioni filantropiche, gli imprenditori sociali ed i cittadini. Anche in Italia vogliamo includere in questo sforzo tutte le forze possibili comprese quelle del mercato e delle imprese.

Per l’Italia le implicazioni sono strategiche e serie. Intanto perché anche noi dobbiamo urgentemente creare il nostro ecosistema “Impact friendly” partendo dai nostri punti di forza (la grande rete della cooperazione sociale, il ruolo delle fondazioni bancarie, il credito mutualistico e il social lending) ma anche colmando rapidamente quelle lacune istituzionali e legislative che non hanno consentito finora di far decollare strumenti innovativi come i Social Impact bonds, i fondi di Equity sociale e aggiornando l’ormai superatissimo statuto giuridico dell’impresa sociale.

Il prossimo incontro della Taskforce si terrà proprio a Roma il 28 e 29 di ottobre, e sarà l’occasione per definire la rotta che questo movimento a vocazione globale vorrà intraprendere.

Domani, grazie alla ospitalità del presidente della Camera, presenteremo al governo Renzi le 40 mosse necessarie a liberare le energie dell’impresa sociale e della finanza Impact in Italia.

È una piattaforma riformista che ha bisogno di tempo, risorse e soprattutto di una visione del futuro. Non c’è tempo da perdere.

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