giovannamelandri

Referendum, dalla padella alla brace

In Senza categoria on gennaio 13, 2012 at 11:47 am

Siamo passati, ieri, dalla padella alla brace. Dopo il pronunciamento della Consulta che ha ritenuto inammissibili i quesiti referendari, il Parlamento ha il dovere di intervenire prontamente sulla legge elettorale.
Milioni di cittadini sottoscrivendo i referendum hanno lanciato un chiaro messaggio di cambiamento alla politica, non possiamo far cadere nel vuoto tale richiesta. Restituire credibilita’ alla classe dirigente passa necessariamente attraverso un legge elettorale che riconsegni ai cittadini italiani la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti, prerogativa che il ‘porcellum’ gli ha inibito.
Quanto alla vicenda Cosentino non ci sono piu’ aggettivi per qualificare la doppiezza della Lega sui temi della legalita’. Non credo, pero’ che ci sia piu’ spazio nel Paese per l’opportunismo di Bossi e soci.

Giovanna Melandri

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  1. Una nuova legge elettorale, pur valida, potrebbe servire a dare l’impressione di poter fare una scelta fra i già scelti dai partiti come candidati. E vero che una partecipazione più attiva alla vita dei partiti, forse, consentirebbe di far scegliere, ai segretari, i candidati.più qualificati. Questo, se non altro, diluirebbe la responsabilità delle scelte, specie se non valide, consentendo così agli iscritti di recitare il mea culpa al posto delle solite recriminazioni.
    Credo che ci vorranno diversi anni prima che la classe politica riacquisti la credibilità dei padri costituenti, anche se allora i fondi ai partiti venivano forniti da potenze esterne, che,così facendo, desideravano esercitare un controllo sul paese. Non è pensabile poi di poter vedere persone capaci di esercitare un giudizio critico su quanto sta avvenendo, dopo che si è voluto, ad ogni costo, una scuola al ribasso. E’ giusto che tutti studino e salgano così la scala sociale, cosa che potrà avvenire solo con l’impegno continuo delle giovani generazioni. Se i meno fortunati per nascita fanno fatica ad ottenere determinati risultati, allora la società, o in sua assenza, le forze caritativo-sociali, dovrebbero sostenere questi giovani aiutandoli nello studio senza pretendere promozioni non meritate, in nome di una equità sociale,soprattutto quando l’ impegno dimostrato è stato molto scarso.Non è dando diplomi facili che si migliora la società, perchè questa poi , così indifesa ed impreparata, sarà più facilmente attratta dai boati di opportunisti, alla bossi, che non da una società che cerca di operare, con senso critico e duro lavoro, per un paese ed un futuro migliore.

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