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Obama, un esempio per il Partito Democratico italiano

In Senza categoria on gennaio 26, 2012 at 3:21 pm

Molto bello il discorso di oggi di Obama. Lotta alle diseguaglianze dei redditi, più tasse a chi ha di più, creazione di lavoro, più spesa pubblica in istruzione ed infrastrutture, più controllo dei movimenti di capitale e riforma della finanza. Potrebbe essere la base del programma del Partito Democratico italiano, come dice Obama “Guerra di classe? Stiamo chiedendo ad un miliardario di pagare allo Stato almeno quanto paga la sua segretaria”

 

ANSA.IT

Obama: voglio un’America più giusta, più tasse per i ricchi

NEW YORK – Un’America piu’ giusta, ”costruita per durare”. Un’America dove tutti tornino ad avere le stesse opportunita’, dove le regole siano uguali per tutti, dove le imprese che creano posti di lavoro siano premiate e quelle che delocalizzano penalizzate. Dove ogni imprenditore che rischia possa aspirare a diventare il nuovo Steve Jobs. E soprattutto dove i ricchi paghino piu’ tasse, per investire di piu’ in istruzione, sanita’, ricerca. E’ la sfida che Barack Obama – nell’attesissimo discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato davanti al Congresso – ha lanciato all’intero Paese a dieci mesi dalle elezioni presidenziali. Rispolverando anche il glorioso slogan che lo porto’ alla vittoria nel 2008: ‘Yes we can’, ”Noi possiamo fare questo, io so che possiamo”. E affermando con determinazione: oggi l’America e’ piu’ forte del 2008, anche se la grande sfida resta ”mantenere vive le promesse”.

Un discorso, quello dello Stato dell’Unione, di solito bipartisan. Obama invita tutta la nazione a ”fare squadra”, come fecero i Navy Seal nella notte in cui fu ucciso Bin Laden. Ma il presidente – nel discorso durato poco piu’ du un’ora – tira fuori soprattutto una grinta da campagna elettorale, adottando una visione che il Wall Street Journal a caldo definisce ”nettamente populista”. Nel mirino ci sono i rivali repubblicani: quelli che in Congresso bloccano il cambiamento e quelli che si sono candidati per la presidenza, che accusano Obama di voler portare il Paese allo sfascio. ”Voglio combattere l’ostruzionismo con l’azione. Mi opporro’ a ogni tentativo di tornare alle stesse politiche che ci hanno condotto fino a questa crisi”, ammonisce il presidente tra gli applausi. In prima fila, accanto al vicepresidente Joe Biden, e’ seduta la First Lady Michelle. Dietro ci sono anche Lauren Powell, vedova di Steve Jobs, e l’ormai famosa segretaria di Warren Buffet, quella che – come ha denunciato lo stesso ‘oracolo di Omaha’ – paga piu’ tasse del suo datore di lavoro miliardario.

E Obama rilancia con forza la cosidetta ‘Buffet Rule’, proprio nel giorno in cui il miliardario Mitt Romney si e’ finalmente deciso a presentare la sua dichiaraziomne dei redditi, dalla quale emerge che paga solo il 15% di tasse. ”Se guadagni piu’ di un milione di dollari l’anno – tuona Obama – non puoi pagare meno del 30% in tasse”. Giu’ applausi, anche da una parte del pubblico repubblicano ”Un quarto di tutti i milionari adesso pagano meno tasse di milioni di famiglie della middle-class”, sottolinea il presidente: ”Vogliamo mantenere questi tagli fiscali per gli americani piu’ ricchi? Oppure vogliamo mantenere i nostri investimenti in altre cose, come l’istruzione e la ricerca”? ”Dobbiamo cambiare il nostro regime fiscale in modo che gente come me e un incredibile numero di membri del Congresso paghino la loro giusta porzione di tasse”. Poi il lavoro, altro chiodo fisso di Obama che su questo delicatissimo campo si gioca gran parte delle sue chance di essere rieletto. Il presidente – dopo aver ricordato come l’industria dell’auto ‘made in Usa’ sia tornata ai vertici con General Motor, Chrysler e Ford – respinge tutte le critiche degli avversari: ”Nel 2008 il castello di carte e’ collassato”, con tutte le conseguenze del caso. ”Nei mesi che hanno preceduto il mio primo mandato abbiamo perso circa 4 milioni di posti di lavoro. E ne abbiamo presi altri quattro milioni prima che le nostre politiche avessero effetto. Ma negli ultimi 22 mesi – rivendica – le imprese hanno creato più di tre milioni di posti. Lo scorso anno hanno creato il maggior numero di posti dal 2005. Questi sono i fatti”. Sulle prossime elezioni incombe anche l’incognita Iran. Obama ribadisce: ”L’America e’ determinata ad impedire che l’Iran ottenga l’arma nucleare, e io non tolgo alcuna opzione dal tavolo”. Una risposta anche a chi lo definisce timido in politica estera.

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Tavolini abusivi, il caso in Parlamento – LaRepubblica Roma

In Senza categoria on gennaio 25, 2012 at 10:26 am

Referendum, dalla padella alla brace

In Senza categoria on gennaio 13, 2012 at 11:47 am

Siamo passati, ieri, dalla padella alla brace. Dopo il pronunciamento della Consulta che ha ritenuto inammissibili i quesiti referendari, il Parlamento ha il dovere di intervenire prontamente sulla legge elettorale.
Milioni di cittadini sottoscrivendo i referendum hanno lanciato un chiaro messaggio di cambiamento alla politica, non possiamo far cadere nel vuoto tale richiesta. Restituire credibilita’ alla classe dirigente passa necessariamente attraverso un legge elettorale che riconsegni ai cittadini italiani la possibilita’ di scegliere i propri rappresentanti, prerogativa che il ‘porcellum’ gli ha inibito.
Quanto alla vicenda Cosentino non ci sono piu’ aggettivi per qualificare la doppiezza della Lega sui temi della legalita’. Non credo, pero’ che ci sia piu’ spazio nel Paese per l’opportunismo di Bossi e soci.

Giovanna Melandri

Presentazione libro “Il bene fragile. Riflessioni sull’etica”

In Senza categoria on gennaio 11, 2012 at 11:20 am

Giovedì 19 Gennaio 2012 alla Libreria Lythos di Roma (via Vigevano, 15) Antonietta Potente presenterà il libro “Il bene fragile. Riflessioni sull’etica”, appuntamento promosso da Jonas Onlus (centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Antonietta Potente è una suora domenicana, ma non bisogna immaginarsela nel chiuso di un convento, immersa tutto il giorno nella tranquillità della preghiera. Vive in Bolivia, insieme a una famiglia indigena, e ha sviluppato una riflessione teologica tra le più profonde e originali, che parte da un ripensamento totale della vita religiosa alla luce di una spiritualità ancorata al presente, capace di unire la mistica alla politica e all’impegno per la salvaguardia dell’ambiente. In questo libro, accostando i temi dell’etica all’immagine familiare di una casa e delle sue stanze, l’autrice avvicina tutti, credenti e non, ai grandi quesiti che ci pone la contemporaneità.