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Il festival UNESCO voluto da Vassallo resti a Pollica

In Senza categoria on aprile 30, 2011 at 4:28 pm

(ANSA) – NAPOLI, 29 APR – I deputati del Pd, Giovanna Melandri  e Tino Iannuzzi, hanno presentato una interrogazione urgente al ministro per le Politiche Agricole e Forestali Romano per fare chiarezza sulla sede della Dieta mediterranea per l’Italia.

‘Infatti – sottolineano – deve essere rispettata e concretamente attuata con decisioni operative e immediate la scelta – gia’ definita nella riunione intergovernativa dei Paesi promotori (Italia-Spagna-Marocco-Grecia) nel maggio 2010 in Marocco e consacrata del Comitato Mondiale Unesco nella sessione di Nairobi di novembre 2010 – di Pollica nel Cilento quale sede e ‘Comunita’ Emblematica della Dieta Mediterranea per l’Italia’.

Si tratta di una scelta quanto mai giusta, felice e rispettosa della storia’.

‘Infatti a Pollica ed in particolare nella sua frazione di Pioppi – evidenziano – e’ stata studiata e scientificamente approfondita, ed e’ nata la dieta mediterranea, grazie agli studi ed alle ricerche dello studioso statunitense Ancel Keys.

Per la scelta di Pollica si e’ battuto con passione ed energia il compianto sindaco di Pollica Angelo Vassallo, barbaramente assassinato nel settembre 2010′.

L’aggressione incivile di cui è stata vittima Anna Paola Concia non la fermerà

In Senza categoria on aprile 21, 2011 at 6:09 pm

L’episodio di omofobia di cui sono state vittime l’On. Anna Paola Concia e la sua compagna è un preoccupante segnale di intolleranza.

Sono sicura, per quanto conosco Paola, che questa incivile aggressione verbale la spingerà ancor più a perseguire l’obiettivo di veder approvato il provvedimento contro l’omofobia, a cui ha molto lavorato in questa legislatura.

Un paese che vuole davvero includere tutti i cittadini, a prescindere dall’orientamento sessuale, ha bisogno di norme che sanzionino gesti di inciviltà come quello avvenuto ieri.

Giovanna Melandri


Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana

In Senza categoria on aprile 20, 2011 at 2:07 pm

Articolo  1: 

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

(Costituzione della Repubblica Italiana)

Non si tocca.

Domani a Milano per sostenere Pisapia Sindaco

In Senza categoria on aprile 17, 2011 at 3:43 pm

Domani al Dal Verme si svolge la serata MilanIN MilanON 

con giovani artisti, scrittori, cantautori, musicisti, attori,

partecipa anche Giovanna Melandri

Grande partecipazione dei milanesi all’iniziativa di MilanoCulture, organizzata dall’Officina Cultura & Creatività del Comitato Giuliano Pisapia Sindaco X Milano. Da ieri i percorsi tematici del progetto viaggi nella città di ieri, oggi e domani, che si sono svolti e si stanno svolgendo in giro per la città, sono stati seguiti con entusiasmo. Sono oltre 800 le persone che hanno partecipato fin’ora e si pensa che da qui a stasera saranno più di 1000. Molti cittadini hanno espresso profondo apprezzamento per questa iniziativa e hanno chiesto quando sarà ripetuta. Molta emozione ha suscitato il percorso sulla Resistenza, guidato dal giornalista Daniele Biacchessi, che si è svolto a Villa Triste, dove nel 1944 la banda Koch torturava i partigiani, e che è stata eccezionalmente aperta per l’occasione dalle Suore Missionarie dell’Immacolata. Molto interesse ha riscontrato il percorso guidato dallo scrittore e giornalista Piero Colaprico, che ha accompagnato un gruppo di persone in vari luoghi, tra cui la Questura di via Fatebenefratelli e il Comando dei Carabinieri di via Moscova. C’è stato anche un piacevole fuori programma: durante il percorso sulla Milano romana, alle colonne di San Lorenzo, i cittadini sono stati invitati a visitare la mostra fotografica “I volti di Milano” di Gianni Berengo Gardin. Il grande fotografo era presente e ha accolto con entusiasmo i visitatori, con i quali si è soffermato a lungo manifestando il suo sostegno per Giuliano Pisapia. Anche al percorso del Giambellino c’è stato un oratore d’eccezione: il giornalista Alberto Tagliati. Questo pomeriggio si svolgono i percorsi all’Isola, al Gallaratese, sul Naviglio della Martesana e in molte altre zone. Domani mattina si tiene l’ultimo percorso al Tribunale di Milano, alle ore 10, dove i cittadini vengono accompagnati attraverso le fasi del processo penale dalle indagini preliminari al processo di primo grado. Sempre domani, lunedì 18 aprile, si svolgono due importanti appuntamenti alTeatro Dal Verme:

– alle ore 17 si svolge l’incontro SITY – La Milano che dice sì alla cultura – Progetti modello per la città che desideriamo, durante il quale vengono presentate alcune esperienze significative di buone pratiche provenienti da altre città d’Italia e d’Europa.
– alle ore 21 si svolge la serata MilanIN MilanON Giuliano Pisapia Culture Show a cui partecipano giovani artisti, scrittori, musicisti, cantautori, attori, tra cui: Egokid, Silvia Ballestra, Giulio Casale, Antonio Scurati, Federica Fracassi, Micol Beltramini, Patrizia Laquidara, Giovanni Falzone, Arianna Scommegna, Cesare Malfatti (La Crus). Presenta Alessandra Faiella. Partecipa alla serata Giovanna Melandri, ex Ministro dei Beni Culturali, intervistata da Filippo Del Corno.

Info su http://milanoculture.pisapiaxmilano.com/

Manifesti di Milano indecenti e vergognosi

In Senza categoria on aprile 15, 2011 at 9:29 pm

I manifesti apparsi oggi a Milano, nei quali si equiparavano i magistrati al brigitismo rosso, sono indecenti e vergognosi. La magistratura ha pagato un altissimo prezzo di sangue nella lotta al terrorismo, durante gli anni di piombo. Vorrei davvero sapere cosa avranno pensato i familiari di quei servitori dello Stato, come Emilio Alessandrini e Guido Galli, uccisi dal terrorismo, davanti ai manifesti.
Mi auguro che dalle forze di maggioranza una condanna unanime verso coloro che hanno realizzato quei manifesti.

Giovanna Melandri


Roma, Interviste sull’Italia – 14/04/2011

In Senza categoria on aprile 14, 2011 at 11:40 am

Impresa sociale: la ricchezza di chi lavora per gli altri (l’Unità, 12/04/2011)

In Senza categoria on aprile 12, 2011 at 10:14 am

La settimana scorsa ho partecipato, ad Oxford, allo Skoll Forum 2011. L’evento è, probabilmente, il più rilevante appuntamento internazionale dedicato all’imprenditoria sociale. Il Forum viene annualmente promosso ed organizzato dalla Skoll Foundation, nata, per iniziativa di Jeffrey Skoll fondatore di Ebay, nel 1999 con l’obiettivo di sostenere le buone pratiche e soprattutto le buone idee nel settore dell’impresa sociale. Quest’anno nell’ustera cornice di Oxford, i mille invitati di Jeff Skoll, gli “agenti di cambiamenti sociali economici e civili di tutto il mondo”, sono stati salutati e incoraggiati da Desmond Tutu che, con il suo meraviglioso e implacabile sorriso, ha ricordato a questa platea di gente che non si arrende che la felicità dell’uomo sta nell’empatia, nella condivisione e nella relazione con l’altro. Nel corso degli ultimi dieci anni, la Skoll Foundation ha premiato i soggetti più innovativi dell’imprenditoria sociale, stanando come ha ricordato Pamela Hartington che ne è la direttrice, lo straordinario potere di persone a prima vista “irragionevoli” (“The power of unreasonable people” è il titolo del suo bellissi libro).

In 10 anni la Skoll Foundation ha erogato oltre 250 milioni di dollari in contributi e prestiti ai più’ visionari innovatori sociali del nostro tempo. Confesso di aver provato dell’imbarazzo nel vedere pressoché assente l’Italia tra gli 800 delegati presenti al Forum. Per due giorni il brain storming è stato fittissimo tra imprenditori sociali, attivi in tanti campi diversi, dall’ambiente, all’energia, all’empowerment femminile, alla formazione, alla diffusione delle nuove tecnologia, con giornalisti, policy makers ma soprattutto con la loro vera controparte: i nuovi filantropi. Ma chi sono, questi “filantropi” che fanno convogliare sul settore dell’impresa sociale milioni di dollari ogni anno? I più grandi donatori sono i Rockfeller, i Gates, i Soros, i Buffet e poi c’è una miriade di piccole e medie fondazioni che contribuiscono a far cresce ciò che, a prima vista, potrebbe apparire quasi un ossimoro, il “philantrocapitalism”. In realtà, di “filantrocapistalismo”, soprattutto negli USA, se ne parla da tempo. Nonostante e malgrado la crisi finanziaria, esplosa dopo il crack di Lehman Brothers, come ci raccontano Matthew Bishop e Michael Green, autori appunto di “Philantrocapitalism. How given can change the world”, le risorse destinate alle attività filantropiche dai grandi gruppi non sono affatto diminuite. Le modalità sono tante e vanno dai fondi che erogano aiuti a fondo perduto, al microcredito, ai veri e propri “venture philantropist” che gestiscono i fondi dei donatori con un principio, seppur limitato, di redditività’. Allo Skoll Forum, erano largamente presenti i filantrocapitalisti di tutto mondo e per tre giorni hanno discusso direttamente con i più innovativi imprenditori sociali. Eroi comuni che, in molto paesi in via di sviluppo, aiutano a far scorrere l’acqua, a far funzionare le scuole, a far funzionare gli ospedali, a nutrire chi ha fame e a ridare un sorriso a un bambino ed una speranza a chi l’ha perduta. A contrastare con gesti concreti gli effetti negativi di una globalizzazione a più velocità. Molti i prenditori sociali che stanno esplorando nuovi terreni, nuove strade per favorire lo sviluppo, affinché le comunità possano inventarsi un nuovo modo di esistere. Molte persone eccezionali e uniche che sperimentano l’uso di nuove tecnologie per affrontare i problemi della povertà, del consumo delle risorse, dell’energia e trovare nuove, efficaci e spesso anche inusuali risposte. Innovatori coraggiosi del nostro tempo. Molto spesso sono donne. E basta scorrere i titoli dei vari seminari che si sono susseguiti ad Oxford per comprendere quanta strada abbia fatto la filantropia e che straordinario esempio di creatività e di iniziativa essa potrebbe diventare anche da noi, se solo- e questo va detto- il favore fiscale accordato a queste forme di impiego delle risorse fosse netto e indiscutibile.

In una delle tavole rotonde, a cui ho assistito, dedicata all’innovazione di sistema, il relatore australiano offriva la sua esperienza relativa alla realizzazione di organismi geneticamente modificati “open-source”, aperti e non soggetti ai brevetti, per beneficiare così i piccoli produttori locali di zone disagiate. Così come, non posso non citare la tavola rotonda dedicata all’impatto del cloud computing nella gestione delle emergenze umanitarie o nelle catastrofi naturali, le nuove tecnologie della comunicazione possono cioè sposarsi e incontrarsi e fornire straordinari strumenti alla solidarietà e alle emergenze. Non posso citare tutte le persone veramente fuori dal comune che ho incontrato ad Oxford. Tante donne straordinarie. In prima linea e consapevoli che il futuro è nelle loro mani. Donne appassionate alle nuove tecnologie che incontrano le rivoluzioni digitale ed ecologica e che raccolgono la sfida. Una per tutte ….. Della Ashf Foundation in Afganistan, che ha ricevuto quest’anno il premio dalla Clinton global initiative citata diffusamente nell’ultimo libro Dell’ex presidente dal titolo eloquente “GIVING”. Molti e molte lavorano nel settore dell’educazione e la formazione, spesso contestando quella ufficiale e mainstream (credo che tra le mura di Oxford non siano mai risuonate così tante critiche alla formazione universitaria tradizionale come se essa davvero non fosse più capace di preparare le future generazioni ad affrontare i problemi del nostro tempo). Esemplare al riguardo le esperienze della Fundaciòn Paraguaya il cui progetto si chiama “teach a man to fish” e che il suo fondatore, ex sindaco della città di Assuncion, descrive come un progetto volto a costruire scuole superiori secondo i bisogni professionali delle comunità in cui operano e che con orgoglio ha presentato i dati straordinari di occupazione e di impiego. Oppure il più noto approccio del Barefoot College (l’università a piedi scalzi) che in tutto il mondo trasforma in 6 mesi nonne analfabete di villaggi rurali poveri e bui in ingegneri solari capaci di portare letteralmente la luce nei loro villaggi.

Quest’anno il Forum ha premiato 4 progettualità: Health Leads, che negli USA lavora per contrastare la povertà urbana, l’ONG indiana Pratham attiva nel campo dell’educazione, la New Teacher Center, sempre nel settore della formazione, e Water for the people, organizzazione che opera sull’accessibilità delle risorse idriche. Nel breve periodo trascorso al Forum, ho avuto l’occasione di percepire la forza delle “persone irragionevoli”, e l’idea che si possa coniugare innovazione e filantropia, deve cominciare a farsi strada anche nella struttura rigida della società italiana. In Italia la filantropia ha poca storia. Non ha radici. Anche se in Italia ci sono moltissime persone e imprese generose e straordinari imprenditori sociali in tanti campi . E tuttavia così come in Italia sono deboli gli strumenti per sostenere l’innovazione assai deboli sono gli strumenti per sostenere una filantropia moderna e strutturata. In Italia si rischia poco, Non ci si “avventura”, basta vedere il livello di sviluppo del “venture capital” e non si restituisce abbastanza quando si guadagna tanto. Il termine stesso filantropia, assume nel nostro lessico una connotazione caritatevole e pauperistica, che è piuttosto lontana dalla visione anglosassone, che la concepisce invece come strumento per la redistribuzione della ricchezza nell’era della globalizzazione. Come diceva Bernard Shaw, le persone ragionevoli adattano se stesse al mondo, mentre gli irragionevoli adattano il mondo a loro stessi. Sarà possibile, alla fine, vedere anche da qui in Italia un maggiore protagonismo di persone creative, innovative , generose e in fine anche parecchio irragionevoli?

Giovanna Melandri (da l’Unità di Martedì 12 Aprile 2011, pagine 36-37)


Costa D’Avorio: appello al Ministro Frattini

In Senza categoria on aprile 5, 2011 at 6:20 pm

Chiedo l’attenzione dall’Assemblea e del ministro Frattini sulle notizie allarmanti e drammatiche che giungono in queste ore dalla Costa d’Avorio. Mentre l’opinione pubblica internazionale è focalizzata sulla Libia, Abidjan è un campo di battaglia: la scorsa notte è stata una notte di bombardamenti.

La Croce Rossa internazionale segnala la violazione del diritto umanitario e denuncia la morte di 800 persone nella città di Douequè, come riferisce l’agenzia cattolica Misna.

La storia di questo paese oramai da molti anni è complessa ma è dalle elezioni dell’autunno scorso che si è aperto uno scontro durissimo tra i due contendenti alla presidenza. Permangono molti dubbi su ciò che finora è accaduto, prudenza ci chiede di evitare di dividere lo scenario in buoni e cattivi, infatti, da una lettura attenta della vicenda, emergono responsabilità condivise a cui andrebbero aggiunte non poche interferenze straniere.

Io intervengo ora Presidente e Ministro perché è di pochi minuti fa la notizia che il presidente uscente, Laurent Gbagbo, abbia chiesto il cessate il fuoco alla missione delle Nazioni Unite tramite il generale Marangou. Questa, Ministro, è l’ora della moderazione e saggezza e le preannunciamo la presentazione di una interpellanza urgente da parte del PD che possa sollecitare una iniziativa del governo italiano. Purtroppo a nulla è valso finora lo sforzo dell’Unione Africana di orientare il processo politico verso una nuova consultazione oppure una divisione del potere come avvenne tre anni fa in Kenya. In queste ore, però, c’è’ una nuova emergenza: evitare che il prevalere delle forze di Ouattara si trasformi in una carneficina incommensurabile.

E’ necessario che in Costa d’Avorio riprenda forma un’iniziativa politica dell’Unione Africana e del suo presidente Jean Ping che possa facilitare in quel paese una soluzione politica a medio termine che non escluda oltre la metà della popolazione. Ministro noi le chiediamo di assumere un’iniziativa italiana. Un’iniziativa volta alla costituzione di una commissione di verità e riconciliazione come già avvenne in Sudafrica.

Per evitare che la crisi ivoriana possa propagarsi con effetti drammatici sull’intera regione dell’Africa occidentale e soprattutto possa trasformarsi in una carneficina.

Giovanna Melandri (intervento in Aula del 05/04/2011)

La mia esperienza allo Skoll World Forum di Oxford

In Senza categoria on aprile 4, 2011 at 3:51 pm

Venerdi scorso sono stata ad Oxford allo Skoll Forum 2011. Si tratta del più importante incontro mondiale tra le imprese sociali e le grandi fondazioni filantropiche, l’occasione per connettere “unresonable people”, parafrasando il titolo di un libro Pamela Hartigan della Schwab Foundation, ed i “philanthrocapitalist”, per usare il titolo di un altro bel libro scritto da Matthew Bishop e Michael Green,Philanthrocapitalism: How the Rich Can Save the World.

Per due giorni si sono confrontati imprenditori sociali attivi in tanti campi diversi, dall’ambiente, all’energia, all’empowerment femminile, alla diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione, con giornalisti, policy makers e soprattutto filantropi.

Rispetto ai paesi anglosassoni, l’Italia non ha ancora maturato la cultura del give back, della filantropia strutturata, che non deve essere confusa con la beneficenza, ma come prezioso contributo alla redistribuzione delle ricchezza nell’era della globalizzazione.

Davvero interessanti gli interventi delle plenarie e dei workshop. Penso ad esempio ai discorsi di Judith Rodin, della Rockefeller Foundation, di Andrew Farnum, della Bill & Melinda Gates Foundation oppure di Cara Mertes del Sundance Institute.

Emporwment femminile, uso sapiente dell’acqua, trasferimento tecnologico, risparmio energetico solo alcune delle esperienze che sino sono confrontate nella meravigliosa cornice dell’antica università di Oxford.

Vorrei che anche in Italia si potesse parlare di questi temi.

Comunque per chi fosse interessato ecco il link:

http://www.skollworldforum.org/

Giovanna Melandri