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BONDI: MELANDRI, DIMISSIONI NON DI UN UOMO MA DI UNA POLITICA

In Senza categoria on gennaio 24, 2011 at 5:23 pm

Con la mozione di sfiducia,l’opposizione chiede le dimissioni “non di un uomo ma di unapolitica”. A spiegarlo in aula alla Camera e’ stata GiovannaMelandri, nell’illustrare la mozione di Pd e Idv nei confrontidel ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.    Questo, ha spiegato, e’ un “atto impegnativo che nonabbiamo assunto a cuor leggero e che non ha nulla di personale,ma risulta dall’amara constatazione che questo governo non e’piu’ in grado” di corrispondere ai dettami della Costituzione.    Dietro all’operato di Bondi, ha proseguito, “c’e’ unautentico disegno di questo governo” testimoniato dalledichiarazioni dei ministri Renato Brunetta e Giulio Tremontiper il quale ‘con la cultura non si mangia’”. Eppure, “noisiamo convinti che la cultura in Italia non sia solo rose, maanche pane, una delle poche risoerse non delocalizzabili diquesto Paese che dovrebbero essere messe al centro dellapolitica”.    “Dispiace dirlo ministro”, ha insistito, “perche’ oggiquesto terreno d’azione del governo sarebbe dovuto restarefuori dallo scontro politico”. E “dispiace che si sentapersonalmente colpito. Dovrebbe invece comprendere che non vie’ nessuna trama oscura dell’opposizione, si vuole dimissionarenon un uomo ma una politica”.    Dunque, ha assicurato, “non c’e’ nessun fumus persecutionisnei suoi confronti, ma la mozione e’ figlia modestissimogiudizio politico sul suo operato”.    “Cio’ che ci ha colpito non e’ solo il lavorio dellamannaia sul bilancio del Mibac”, ha ricordato l’ex ministro deiBeni culturali, “mancano tecnici, mancano le risorse umane. Lamacchina del ministero si e’ inceppata a causa delridimensionamento di personale” e si passera’ “da 23mila unita’a poco piu’ di 18mila” con una “desertificazione di quellaburocrazia colta di storici dell’arte, archeologi, architetti”.    “Mancano risorse, mancano uomini, mancano idee. Sonomancate le idee”, ha assicurato Melandri.    Per questo “dopo le reiterate, continue inascoltateproteste del mondo del teatro, del cinema, dopo il crollo diPompei non si puo’ stupire che la parola sul ruolo suo torni alParlamento”, ha concluso citando Garcia Lorca, “la culturacosta, ma l’assenza di cultura costa ancora di piu’ e noiquesto costo non lo vogliamo pagare”.

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