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POMPEI: MELANDRI “CONTINUA A CROLLARE E BONDI NON SI MUOVE”

In Senza categoria on novembre 30, 2010 at 6:17 pm

“Pompei continua a crollare, eppure Bondi nonsi muove. Dopo una stagione fallimentare per le politicheculturali del nostro Paese, sarebbe quantomeno doveroso, da partedel Ministro Poeta, rassegnare immediatamente le dimissione ededicarsi a tempo pieno a puntellare il traballante PDL”. Loafferma in una nota Giovanna Melandri, Pd.

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Morte Monicelli. Melandri: giorno di grande tristezza

In Senza categoria on novembre 30, 2010 at 11:50 am

“Sono profondamente addolorata per la scomparsa di Mario Monicelli. Abbiamo, purtroppo, perduto uno dei più grandi artisti del cinema italiano. Un uomo speciale e un regista di straordinario talento, dotato di un’ironia tagliente ed acuta, di uno sguardo sempre intelligente e profondo. Basta scorrere la sua sterminata filmografia per comprendere il fantastico contributo dato da Monicelli alla cinematografia italiana. Non aveva risparmiato, nel più recente passato, critiche durissime e graffianti contro la desertificazione delle politiche culturali e i tagli alle risorse destinate al cinema, invitando i colleghi più giovani alla mobilitazione. Conoscendo la sua eccezionale vitalità, sembra impossibile pensare che non ci sia più. É davvero un giorno di grande tristezza per tutti.”

CULTURA: MELANDRI, BONDI ASCOLTI NAPOLITANO

In Senza categoria on novembre 23, 2010 at 1:28 pm

Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ‘presti almeno ascolto al Capo dello Stato, ripristinando le risorse per la cultura che la Finanziaria ha azzerato’. Lo chiede la parlamentare Pd Giovanna Melandri. Dopo le recentissime mobilitazioni del mondo della cultura, sottolinea l’ex ministro dei Beni culturali, ‘arriva oggi il monito del Presidente della Repubblica. La cultura e’ la risorsa piu’ preziosa che possiede il nostro Paese. Da tempo, andiamo segnalando, in ogni sede, al Governo la strategicita’ dell’investimento sulle politiche culturali. Risorse che non sono sprecate, come pensano molti dirigenti politici del centrodestra, ma che generano ricchezza civile, spirituale ed anche economica’

Il fallimento di Bondi

In Senza categoria on novembre 19, 2010 at 9:04 am

Se perfino Carandini, presidente del consiglio superiore per i beni culturali nominato da Bondi si rivolge oggi allarmato al presidente della repubblica, è facile vedere la totale bancarotta delle politiche culturali. Il ministero dei beni culturali non è più in grado di attuare ciò che l’articolo 9 della Costituzione ci impone: promuovere lo sviluppo della cultura e tutelare lo straordinario patrimonio storico e artistico del nostro paese. Questa situazione «miserevole», per usare le parole di Carandini, non nasce di certo ora.  Basta scartabellare i dati delle Finanziarie, dal 2001 ad oggi, per capire che esiste un filo conduttore dei governi di centro-destra: il costante disinvestimento dalle politiche culturali. Tuttavia, con l’esperienza Bondi si è giunti al collasso definitivo. Non dobbiamo stupirci. Nonostante l’ars retorica del ministro-poeta, ci hanno pensato i suoi colleghi a rendere manifesto l’autentico disegno del governo. Come non ricordare, la triste perfomance del ministro Brunetta in cui incoraggiava l’amico Bondi nell’operazione di chiusura del «rubinetto del Fus», apostrofando con un’espressione profondamente offensiva, come «culturame parassitario », gli operatori del settore. Più recente, ma altrettanto eloquente, la sortita del ministro dell’economia Tremonti, «la cultura non si mangia». Parole pesanti a cui non hanno corrisposto che deboli prese di distanza e debolissime azioni di contrasto del ministro, forse troppo assorto dall’incarico di triumviro del Partito dell’Amore. Ha ragione il collega Granata: Bondi è il peggior ministro dei beni culturali della storia repubblicana. E dispiace dirlo. Perché oggi, come in altre stagioni politiche, questo terreno d’azione del governo dovrebbe essere messo al riparo dal conflitto politico. Come dispiace che Bondi si senta “personalmente” colpito. Sbaglia. Dovrebbe invece comprendere che non vi è alcuna trama oscura dell’opposizione dietro la sfiducia, ma che al contrario si chiedono le dimissioni del ministro per dimissionare non un uomo, ma una politica. Bondi stesso è rimasto imprigionato, impotente nell’immaginare una soluzione per il Belpaese, dalla sua stessa maggioranza, dal governo e dalla sua cieca obbedienza all’assurdo mantra del centro-destra: «L’investimento in cultura è sempre e solo uno spreco di denaro pubblico».

 

D’altronde, proprio sul tema della strategicità dell’investimento in cultura c’è il grande errore di questo governo. Basterebbe guardarsi attorno, per notare come in Europa (in tutta Europa) da tempo ormai, le risorse per la cultura sono considerate un motore propulsore per generare ricchezza nell’economia post-industriale. Ricchezza economica, senza alcun dubbio. Moltiplicatore di buona occupazione. Ma anche ricchezza civile e spirituale. Una risorsa vitale per il nostro futuro.

Caro ministro, non c’è alcun fumus persecutionis nei suoi confronti. Al contrario, la scelta della sfiducia è figlia di un giudizio politico inequivocabile sul modestissimo operato del suo governo. Del resto, mi pare difficile nascondere che il Mibac è stato oggetto, nel corso della sua gestione, di tagli sanguinosi. Nel 2011, il ministero vedrà un’ulteriore riduzione del suo già scarno bilancio di 288 milioni di euro. Il Fus verrà ridotto del 36%, passando dai 414 milioni di euro a poco più di 262 milioni di euro. Anche sul fronte della tutela del patrimonio storico-artistico il quadro è assolutamente negativo. Il capitolo del bilancio per interventi urgenti al verificarsi di emergenze per la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici viene decurtato di 17 milioni di euro. Persino la Direzione per la valorizzazione, guidata dal dottor Resca, caparbiamente voluto da Bondi, subisce un taglio di risorse nel 2011. Ma non è solo il lavorio della mannaia sul bilancio del Mibac a disarticolare le politiche culturali. Come giustamente segnalato dalla missiva dei soprintendenti di qualche giorno fa, la macchina del ministero si è inceppata, appesantita dalla riduzione del personale e dal blocco delle assunzioni. Tutelare, valorizzare e promuovere un patrimonio culturale esteso come quello italiano, deve necessariamente far affidamento su tecnici altamente qualificati, che con le politiche del personale messe in atto da Bondi diventano sempre più rari. Mancano risorse, dunque, mancano uomini, ma mancano anche idee. Ci si poteva facilmente attendere da un governo di destra la riduzione dell’intervento diretto dello stato nel settore, a favore di meccanismi per attirare risorse private attraverso lo strumento della fiscalità di vantaggio. Avessero intrapreso questa via, ci saremmo confrontati su opzioni e politiche diverse, ma tutte finalizzate a riconoscere la centralità del patrimonio culturale nel futuro del paese. Niente di tutto ciò.

Da Bondi ministro abbiamo avuto molti editoriali ma pochissimi progetti. E le iniziative assunte, dai commissariamenti alla riforma del ministero, possono essere catalogate più come camuffamenti di tagli che come innovazioni o riforme vere e proprie. Insomma siamo in presenza di una vera e propria frana delle politiche culturali. Una frana che non si è fermata nemmeno davanti alle esigenze di ricostruzione del centro storico dell’Aquila, per il quale è rimasto del tutto inascoltato, tra gli altri, anche un appello firmato mesi fa dagli ex ministri dei beni culturali di tutti gli orientamenti politici. E dopo le reiterate ed inascoltate proteste del mondo del teatro, del cinema, dei musei, delle soprintendenze, dopo il crollo di Pompei, non ci possiamo certo stupire che ora la parola sull’azione di Bondi e dietro di lui di tutto il governo, torni al parlamento. Un paese senza cultura, è un paese senza futuro o per meglio dire, con le parole di Garcia Lorca: la cultura costa, ma l’assenza di cultura costa molto di più.

Europa Quotidiano del 19.11.2010


POMPEI: MELANDRI, DA SOPRINTENDENTI ENNESIMO SEGNO DISAGIO

In Senza categoria on novembre 17, 2010 at 7:28 am

‘Dopo la protesta del mondo dello spettacolo, della cinematografia e dei musei, dopo i commissariamenti, l’impoverimento di uomini e di mezzi del ministero dei beni culturali, dopo la triste vicenda di Pompei, arriva, con la missiva dei soprintendenti, l’ennesimo segnale di forte disagio da parte degli operatori della cultura nei confronti del Ministro Bondi’. E’ il commento dell’esponente Pd Giovanna Melandri, ex ministro dei beni culturali alla lettera inviata oggi a Bondi dai soprintendenti archeologi. ‘Dinanzi a questo sfascio – sottolinea- ci auspichiamo che il Ministro sia guidato dal senso del bene comune e si dimetta per metter fin ad uno stillicidio e ad una gestione fallimentare delle politiche culturali italiane.’

Bondi si è offeso? Mi dispiace, ma deve andarsene.

In Senza categoria on novembre 8, 2010 at 12:41 pm

Mi dispiace che il Ministro Bondi si sia offeso, è evidente, infatti, che nelle mie parole non v’era nulla di personale contro di lui, ma la triste e doverosa costatazione del disastro in cui le politiche culturali italiane versano da due anni.

La gestione che Bondi ha fatto del Mibac e’ stata evidentemente catastrofica, a cominciare da un’assenza assoluta di strategia, di pianificazione e di risorse. Il Ministro ha aperto un conflitto pressoché con tutti gli operatori del settore: dai musicisti ai cineoperatori, dagli attori agli archeologi, dai gestori dei musei ai funzionari delle sovrintendenze. Lo hanno denunciato con forza tutti, dal Maestro Abbado al giornalista Fabio Fazio.

Tutto ciò nel tentativo disperato di camuffare da riforma del Ministero un cieco taglio dei  fondi destinati alla cultura, peraltro già scarsi, e l’incomprensibile degradazione delle politiche culturali. Uno sconcertante disinteresse per il contemporaneo si è unito all’incuria per il passato. Promesse mancate a cinema, teatro e musica hanno fatto il paio con il ridimensionamento della gestione museale. Qual’è il risultato? Mentre Pompei crolla sotto gli occhi sbigottiti del mondo intero, i musei minacciano la serrata per il 12 Novembre. E l’Italia, che dell’offerta culturale potrebbe e dovrebbe fare il volano della propria ricchezza economica, civile e spirituale, cosa offrirà ai tanti turisti che vengono a visitare il “Bel Paese”? Il quadro desolante del primo sito archeologico del mondo devastato da una frana e la porta sprangata dei suoi musei con su scritto “Chiuso per taglio dei fondi”.

Lo ripeto, mi dispiace che Bondi si sia offeso, ma forse l’unico a dover chiudere dovrebbe essere lui, con la motivazione di aver prodotto già troppe macerie.

CROLLO SCAVI DI POMPEI: MELANDRI, DOPO ENNESIMO FALLIMENTO BONDI SI DIMETTA

In Senza categoria on novembre 8, 2010 at 8:46 am

ROMA, 7 NOV – “Il crollo di Pompei è solo l’ultimo atto della lunga sequela di fallimenti collezionati dal ministro Bondi”. Giovanna Melandri, deputata del Pd, polemizza con il titolare dei Beni culturali. “Forse troppo assorbito dal ruolo di coordinatore del partito dell’amore, definizione quanto mai azzeccata alla luce della vita privata del suo leader, Bondi ha trascurato il gravoso impegno istituzionale. Una gestione fallimentare, il cui triste esito non poteva che essere il più basso livello di risorse destinate alle politiche culturali” aggiunge l’esponente dei democratici. “Il tempo degli editoriali, caro ministro, è finito, non resta che prendere atto del fallimento della sua gestione e rassegnare le dimissioni. Lo faccia subito. Anzi subitissimo” conclude Melandri.

FINANZIARIA: MELANDRI, BENE STOP CULTURA 12 NOVEMBRE

In Senza categoria on novembre 5, 2010 at 6:46 am

“Il Governo Berlusconi ha proceduto in questi anni alla potatura del ramo su cui è seduto il Paese: il nostro inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale’.
Lo dice Giovanna Melandri del Pd.
‘L’opposizione – spiega – denuncia, da tempo, lo sfascio a cui è  stato condotto, taglio dopo taglio, incuria dopo incuria, il comparto delle politiche culturali, a cui l’ultima Finanziaria assesta il colpo definitivo e mortale. Bene hanno fatto Federculture ed Anci, con il Fai, a promuovere la mobilitazione nazionale per il prossimo 12 novembre. Capiranno, prima o poi, Bondi e Tremonti che se si spegne la cultura, si spegne l’Italia. La serrata del 12 novembre non ha precedenti, è verosimile immaginare che la notizia del ‘Chiuso per mancanza fondi’ dei principali musei italiani farà il giro del mondo’. ‘Ecco – conclude – l’ennesimo colpo alla nostra credibilità internazionale, già duramente provata dalle indiscrezioni sui costumi privati del Premier’.

SANREMO. MELANDRI: BISLACCO ACCOSTARE ‘GIOVINEZZA’ A ‘BELLA CIAO’

In Senza categoria on novembre 3, 2010 at 5:09 pm

– “Ci mancava pure ‘Giovinezza’ al Festival di Sanremo. Evidentemente in tempi di revisionismo storico, non potevamo farci mancare quello canoro”. Lo dice Giovanna Melandri deputata Pd. Si tratta, aggiunge, “di una scelta a dir poco bislacca, come si fa ad accostare ‘Giovinezza’, indissolubilmente associata ad uno dei periodi piu’ tragici della vita del nostro Paese, con ‘Bella ciao’, legata, al contrario, ad uno dei momenti piu’ alti della nostra storia unitaria: la liberazione dal nazifascismo ed il ritorno della democrazia. Mi auguro, sinceramente che la direzione artistica del Festival riveda questa scelta davvero infelice”.

 

BERLUSCONI: MELANDRI, SEMBRA USCITO DA ‘B MOVIE’ ANNI ’70

In Senza categoria on novembre 2, 2010 at 2:26 pm

Il tardo impero berlusconiano mostra ogni giorno di piu’ la sua inesorabile decadenza. Spogliandosi di ogni pudore istituzionale, il gergo del nostro premier sembra essere uscito dalla sceneggiatura di un film di serie B degli anni ’70”. Lo dice Giovanna Melandri. “Berlusconi, offendendo la dignita’ di tante italiane ed italiani, non esita a ricorrere al peggiore repertorio omofobo. Davanti a questa quotidiana mortificazione delle nostre istituzioni – conclude la deputata Pd – c’e’ solo da augurarsi che la parabola berlusconiana finisca il prima possibile”.