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MANOVRA: MELANDRI, BONDI BATTA PUGNI SU TAVOLO O SI DIMETTA

In Senza categoria on maggio 31, 2010 at 2:29 pm

MANOVRA: MELANDRI, BONDI BATTA PUGNI SU TAVOLO O SI DIMETTA

(ANSA) – ROMA, 31 MAG – Il Ministro dei beni culturali Sandro
Bondi ”tragga considerazioni da quanto sta succedendo e scelga
cosa fare: se e’ capace batta i pugni sul tavolo e difenda il
patrimonio artistico e culturale del Paese, altrimenti si
rassegni a non essere ascoltato e, perlomeno, abbia il decoro di
dimettersi”. E’ l’invito della parlamentare Pd Giovanna
Melandri, che parla di ”schiaffone dato in pieno viso dal
presidente del consiglio e dal ministro dell’economia al loro
collega e alla cultura italiana”.
Di fronte a questo, nota l’ex ministro dei beni culturali
riferendosi a dichiarazioni rilasciate dal ministro al Corriere
della Sera, ”Bondi che fa? Invece di denunciare una manovra
che, se applicata cosi’ com’e’, equivarrebbe a gettare del
Napalm sulle risorse culturali italiane, soffia sul fuoco e,
tentennando, da una parte si lamenta di essere stato esautorato
e, dall’altra, cerca di essere piu’ realista del re e propone di
smantellare Cinecitta’, definendola ”una scatola vuota”. In
un momento come questo, prosegue Melandri, ”lungimiranza vuol
dire non solo tagliare le spese, ma anche avere il coraggio di
investire su quei settori strategici, capaci di dare una svolta
e di trainare il sistema Paese. E il comparto culturale e’,
senza dubbio, uno di questi”. Il Governo ”e per primo il
Ministro competente – conclude – dovrebbero una buona volta
capire che i beni e le attivita’ culturali, non sono un
insostenibile lusso di cui dover fare a meno in tempo di vacche
magre. Al contrario sono una delle ricchezze esclusive del
nostro Paese”.
(ANSA).

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MANOVRA: MELANDRI, FINALMENTE BONDI HA CAPITO DRAMMA CULTURA

In Senza categoria on maggio 31, 2010 at 6:41 am

‘Dopo due anni, finalmente, il Ministro Bondi e’ stato folgorato sulla via di Damasco ed ha scoperto il suo ruolo di garante e di promotore della cultura italiana. Peccato che il suo scatto d’orgoglio ( e di responsabilita’) di fronte alla ‘manovra dei misteri’, che fa scendere come una mannaia la scure dei tagli dissennati anche sulle politiche culturali, arriva quando, di fatto, c’e’ ormai poco da tagliare’. Lo dice Giovanna Melandri del Pd.
‘Fino ad oggi di fronte al persistente e sistematico svuotamento dei fondi relativi ai beni ed alle attivita’ culturali – aggiunge -, nessuno ha raccolto gli allarmi lanciati dall’opposizione come dagli operatori del settore. Bondi ha davvero capito la drammaticita’ del momento o sta solo giocando da sponda con il collega del tesoro? Noi speriamo che il ministro Tremonti lo ascolti e ci auguriamo che la cultura italiana non subisca quest’ultima e ulteriore umiliazione dal governo Berlusconi.

MAXXI: MELANDRI,IN ITALIA POCHI CONCORSI PER OPERE PUBBLICHE

In Senza categoria on maggio 27, 2010 at 1:45 pm
In Italia ”troppe poche opere pubbliche si fanno e si affidano attraverso concorsiinternazionali. Dobbiamo farlo di piu”’. E’ l’auspicio dellaparlamentare del Pd Giovanna Melandri, ex ministro dei beniculturali – e come tale, all’epoca tra i promotori del concorsoper il Maxxi vinto poi da Zaha Hadid –  espresso oggi a marginedell’inaugurazione del nuovo museo romano, firmato dal celebrearchitetto anglo iracheno.   ”Sono emozionata e felice – commenta Melandri- credo che sia un luogo di grande fascino,  che puo’ diventare un luogo diproduzione culturale ma anche un moltiplicatore economico perquesta citta’,  perche’ la cultura puo’ generare ricchezza:spirituale e civile ma anche economica e occupazionale”.    La parlamentare spiega di essere stata invitata dal ministroBondi: ”credo sia giusto riconoscere questa opera come ilfrutto di un’azione di governo che ha attraversato  diversemaggioranze”, dice,ricordando di aver avuto ”il grandeprivilegio di essere tra coloro che hanno acceso la macchina  diquesta avventura, su un’idea di Veltroni, individuando lerisorse per far partire il cantiere e lanciare il concorso”.Forse ”l’unico aspetto che mi sento di dire in sensocostruttivo per il paese – conclude – e’ che un paese chedisinveste dalla cultura dall’ambiente, dal turismo, dallerisorse vere, testimoniate anche da questa straordinariarealizzazione, e’ un paese che non pensa alla sua crescita”.

ll corpo della donna nei media italiani

In Senza categoria on maggio 26, 2010 at 9:04 am

RAI: MELANDRI “TG1 E’ DIVENTATO TG-SILVIO”

In Senza categoria on maggio 21, 2010 at 2:55 pm

“La rinuncia della Busi e’ rivelatrice di come oggi venga gestito il Tg1 da parte dell’attuale Direzione. Che Minzolini fosse stato scelto per celebrare, con un ‘Tg-Silvio’, le gesta del Presidente del Consiglio, non ci sono piu’ dubbi”. Lo afferma la parlamentare del Pd Giovanna Melandri.
“Le affermazioni di Minzolini lasciano davvero esterrefatti: ‘Il mio telegiornale non e’ mai stato di parte, ho sempre dato voce a tutti e gli ascolti mi hanno dato ragione’ – aggiunge -. A questa dichiarazione, palesemente contraddetta dai dati sugli ascolti e da quelli sulle presenze delle forze politiche, recentemente pubblicati, verrebbe da rispondere con una risata, se in ballo non ci fosse la gestione della piu’ importante testata giornalistica della televisione pubblica”.

OLIMPIADI 2020: MELANDRI, OFFERTA LA CANDIDATURA PIU’ FORTE

In Senza categoria on maggio 20, 2010 at 9:15 am

ROMA, 19 MAG – ”Un grande paese offre la candidatura piu’ forte per i giochi olimpici. Questa e’ stata la
scelta, a ragion veduta, che il Coni ha fatto e ora tutto il paese e tutte le forze politiche, senza una strumentalizzazione o polemica, devono tifare e lavorare insieme per il successo di
Roma”. Cosi’ la deputata Pd Giovanna Melandri commenta la decisione del Coni.

Stereotipi di genere: «Il nuovo contratto Rai segni una rivoluzione» – Intervista con Giovanna Melandri

In Senza categoria on maggio 19, 2010 at 7:51 am

di Maria Zegarelli
Adesso aspettiamo un segnale anche dal ministro Mara Carfagna: vediamo se spenderà una parola in difesa degli emendamenti che abbiamo presentato in Commissione di vigilanza Rai contro gli stereotipi di genere a cui assistiamo ogni giorno nella tv del servizio pubblico». Giovanna Melandri, deputata Pd in commissione, lancia la sfida bipartisan in sede di voto del Contratto di servizio Rai. Melandri, due emendamenti per una sorta di rivoluzione culturale nella tv pubblica. Partiamo dal primo: la Rai valorizza la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile. «È arrivato il momento di smetterla di voltarsi dall’altra parte davanti al lento scivolamento dell’immagine della donna in televisione, ridotta ormai a mera cornice decorativa. Ci siamo assuefatti alla presenza delle donne in tv autoridotta a oggetto sessuale, e ad immagini che sono lo specchio di comportamenti che non sono degni della rappresentazione delle donne». Il parlamento al riguardo ha già presentato due mozioni, rimaste lettera morta. Crede di trovare convergenza trasversale con gli emendamenti? «L’emendamento è uno strumento preciso, l’unico possibile per capire se l’attuale maggioranza vuole seriamente affrontare questo tema e fare qualcosa di incisivo. Oggi inizia l’approvazione del Contratto di servizio, la Commissione deve dare un parere vincolante, le questioni in gioco sono moltissime, ma su questo specifico aspetto noi facciamo una proposta semplice, proprio sulla base dell’esperienza positiva del Comitato ad hoc che vigila sulla tutela dei minori». Un Osservatorio ad hoc sulla rappresentazione di genere? «Esattamente. Un osservatorio affidato a organismi competenti, selezionati con regole di massima trasparenza, con il compito di monitorare quotidianamente la programmazione ed analizzare la rappresentazione di genere, individuare modi per prevenire e superare gli stereotitpi di genere, effettuare analisi quantitave e qualitative sui contenuti e le modalità della rappresentazione di genere». In Tv non soltanto veline, attrici e figlie di grandi fratelli o isole dei famosi? «Ci sono medici, insegnanti, artiste, donne giovani e meno giovani, ci sono professioni che oggi vengono rappresentate un “tanto al chilo”: non è possibile che il servizio pubblico si adegui al servizio privato rinunciando a svolgere anche un ruolo culturale diverso. Per questo chiediamo di istituire sul portale della Rai una sezione dedicata alle comunicazioni degli utenti sull’attività svolta dall’Osservatorio e allo stesso di fornire tempestivamente alla Commissione di Vigilanza tutti i dati elaborati». Una cosa così rischia di far perdere alla Rai la guerra dell’audience. Lorella Zanardo con il documentario “Il corpo delle donne” ha reso in maniera spietata ma fedele alla realtà il meccanismo sul quale si reggono i programmi di intrattenimento e non solo. «Pongo una questione: il servizio pubblico radiotelevisivo deve scimmiottare la televisione privata? Se è questo il suo compito allora non paghiamo più il canone, se invece il servizio pubblico deve imporsi di trovare equilibrio tra qualità e capacità di fare ascolti forse qualcosa deve cambiare. Questi emendamenti, firmati da Beltrandi, Vita, Peluffo, Vimercati e me sono uno strumento per iniziare questa rivoluzione culturale». ROMA mzegarelli@unita.it

18 maggio 2010

Commissione di vigilanza RAI: passano gli emendamenti d’opposizione a tutela dell’immagine delle donne.

In Senza categoria on maggio 18, 2010 at 4:12 pm

E’ iniziata una rivoluzione? Speriamo di sì. Con l’approvazione in Vigilanza Rai degli emendamenti presentati dal Gruppo del PD e dai Radicali, sulla creazione di un osservatorio che monitori la rappresentazione della figura femminile nel palinsesto della TV pubblica, speriamo che si sia riusciti ad invertire una terribile tendenza: quella che stava riducendo l’immagine femminile ad un mero elemento decorativo. Quella dell’emancipazione femminile è una battaglia costitutiva della missione politica del centrosinistra e oggi, più che mai, c’è bisogno di portarla avanti anche sul terreno dei media e dell’immagine che della donna viene diffusa. Per questo motivo la vittoria riportata oggi in commissione, dopo un lungo ed aspro confronto, è molto più grande della semplice affermazione politica di un emendamento di opposizione. E’ stata una battaglia dura da combattere e da sostenere, soprattutto perché è stata una battaglia di civiltà e di libertà, che può porre le basi per una vera e propria rinascita culturale ed educativa. Per questo siamo pienamente soddisfatti, ma anche fermamente determinati a continuare su questa linea. Soprattutto incalzando la maggioranza a servirsi di tutti gli strumenti necessari (ed oggi ce ne è uno in più assai importante) per contrastare ogni forma discriminazione di genere. La vittoria parlamentare ottenuta oggi è stata possibile anche grazie all’intensa mobilitazione, in questi ultimi mesi, di gruppi e di associazione di donne che hanno deciso di alzare la voce. Penso, ad esempio, al grande impatto sociale che ha avuto il documentario “Il Corpo delle donne” di Lorella Zanardo.

Il Colosseo casca a pezzi.

In Senza categoria on maggio 10, 2010 at 9:20 am

Roma, 10 mag. (Apcom) – “Il Colosseo casca a pezzi. Non c’è
niente che possa esprimere meglio lo stato in cui versa la
politica del Governo Berlusconi per i beni e le attività
culturali, quanto questa immagine tanto secca quanto eloquente”.
Lo denuncia l’esponente del Pd Giovanna Melandri, che aggiunge:
“Come era successo un pò di tempo fa per la Domus Aurea, oggi
tocca al Colosseo. Il simbolo indiscusso della ricchezza
archeologica italiana nel mondo e la star incontrastata della top
parade dei monumenti più visitati sulla terra comincia a
sgretolarsi”.

“E’ il risultato – attacca Melandri – di scelte miopi ed inutili
che non possono più essere tollerate. Certo, qualcuno minimizza
dicendo che è un cedimento ordinario per un reperto che ha quasi
duemila anni, ma ciò che manca, infatti, è proprio quella
manutenzione ordinaria del nostro patrimonio archeologico ed
artistico che rischia di perdersi per sempre. Lo ha riconosciuto
il Commissario straordinario per Roma e Ostia nominato ormai da
un anno dal Governo”.

“Gli hanno fatto eco – riferisce ancora l’esponente democratica –
la preoccupazione della Confederazione italiana per gli
archeologi e tutti coloro che ormai non possono più tacere
difronte al quotidiano ed inarrestabile declino del nostro
patrimonio artistico e culturale. Ma il Ministro minimizzerà,
dirà che tutto è sotto controllo e che è già pronto un piano per
rifare un Colosseo più bello e più nuovo che mai, e poi, come
sempre, tornerà ad occuparsi delle crepe del PdL…”, conclude
Melandri.

RsF: l’Italia piomba al 49 posto per la libertà di stampa.

In Senza categoria on maggio 3, 2010 at 1:51 pm

E’ veramente difficile trovare le parole per commentare quanto riportato oggi a L’Aquila da RsF, secondo cui l’Italia sarebbe piombata al 49 posto nella lista che classifica i Paesi di tutto il mondo in base alla libertà di stampa in essi garantita.

Non si può non notare che il nostro Paese è retrocesso di ben 5 posizioni rispetto all’ultima classifica, attestandosi clamorosamente più indietro di Stati notoriamente non così attenti alla libertà di espressione.